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APPROFONDIMENTI E PUBBLICAZIONI

Osservatorio giuridico su diritto societario, commerciale, compliance e operazioni internazionali

La sezione raccoglie contributi di analisi giuridica avanzata, aggiornamenti normativi selezionati e note a decisioni giurisprudenziali di rilievo per imprese e investitori. I contenuti, curati dai Professionisti dello Studio, presidiano i principali ambiti del diritto societario, commerciale, contrattuale, del contenzioso e della compliance, offrendo una lettura tecnica, sistematica e orientata ai profili transnazionali.

LINEE EDITORIALI

  • Note tecnico-operative su fonti normative, prassi e giurisprudenza in materia societaria, commerciale, contrattuale e regolatoria.
  • Focus su compliance integrata, responsabilità di amministratori e organi di controllo, nonché sistemi di prevenzione del rischio legale.
  • Analisi di operazioni cross-border, investimenti esteri, strutture di gruppo e contenzioso commerciale internazionale.
DIRITTO SOCIETARIO Analisi

Assetti di governance e presìdi di responsabilità nelle riorganizzazioni societarie

Sintesi sui modelli di governance, sulla distribuzione delle funzioni e sui meccanismi di controllo nelle operazioni straordinarie, con attenzione ai profili di responsabilità e agli obblighi di vigilanza degli organi sociali.

LO STUDIO RIMANE A DISPOSIZIONE PER APPROFONDIMENTI SU OGNI ULTERIORE ASPETTO SPECIFICO.

DIRITTO COMMERCIALE Giurisprudenza

Clausole di allocazione del rischio e rimedi nel contenzioso commerciale

Lettura ragionata di orientamenti giurisprudenziali in tema di clausole contrattuali, rimedi e gestione delle controversie d’impresa, con riflessi sulla tutela degli investimenti e sulla strategia processuale.

LO STUDIO RIMANE A DISPOSIZIONE PER APPROFONDIMENTI SU OGNI ULTERIORE ASPETTO SPECIFICO.

COMPLIANCE E REGOLAZIONE Aggiornamento

Investimenti esteri e operazioni transnazionali: principali aggiornamenti regolatori

Sintesi specialistica delle novità legislative e regolatorie in materia di investimenti esteri, controlli e adempimenti, con impatti su gruppi multinazionali e strategie di ingresso nel mercato italiano.

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COMPLIANCE E REGOLAZIONE Aggiornamento

Evoluzioni normative su investimenti esteri e controlli regolatori

Analisi delle principali riforme in materia di investimenti esteri, trasparenza e controlli, con impatti su gruppi multinazionali e processi decisionali in ambito cross-border.

Negli ultimi mesi, il quadro normativo e regolatorio italiano ed europeo in materia di investimenti esteri e operazioni transnazionali ha registrato aggiornamenti significativi, con ricadute dirette su gruppi multinazionali, compliance cross-border e strategie di ingresso nel mercato italiano. Le novità riguardano la disciplina degli investimenti e dei controlli, gli adempimenti di reporting e le procedure societarie, in un contesto di crescente armonizzazione europea e di rafforzamento della competitività del mercato dei capitali.

Tra gli interventi principali si segnala la riforma organica del Testo Unico della Finanza (TUF), introdotta dal d.lgs. 27/03/2026, n. 47, che ha semplificato le procedure di quotazione, rivisto la governance delle società quotate e la disciplina delle OPA, introdotto nuove forme di gestione collettiva del risparmio e strumenti finanziari innovativi, rafforzato la trasparenza e la collaborazione con le autorità (modello di cooperative compliance) e aggiornato la disciplina dei reati e delle sanzioni per l’abuso di mercato, in coerenza con la normativa europea.

Sul piano delle operazioni straordinarie transfrontaliere, il d.lgs. n. 19/2023, come corretto dal d.lgs. n. 88/2025, ha ampliato la disciplina delle fusioni, scissioni e trasformazioni transfrontaliere, estendendola anche a società di persone e a enti non societari che esercitano attività d’impresa in Europa, nonché a società di capitali non localizzate e ad ulteriori operazioni internazionali.

In materia di investimenti esteri, il quadro europeo resta caratterizzato dalla coesistenza tra la competenza esclusiva dell’Unione in materia di investimenti esteri diretti e l’autonomia degli Stati membri, come confermato dal regolamento (UE) n. 1219/2012 e dai successivi aggiornamenti degli accordi bilaterali notificati alla Commissione europea. Sul fronte dei controlli, il regolamento europeo sullo screening degli investimenti esteri impone requisiti di trasparenza, non discriminazione e possibilità di impugnazione dei provvedimenti, lasciando tuttavia margini di intervento alle discipline nazionali.

Per quanto riguarda la compliance e il reporting, sono state rafforzate le regole sull’informativa periodica e sugli obblighi di disclosure, con un maggiore coordinamento tra autorità nazionali ed europee e con presìdi più stringenti per la tracciabilità delle operazioni e la gestione dei rischi regolatori.

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DIRITTO COMMERCIALE Giurisprudenza

Strategie contrattuali e gestione delle controversie d’impresa

Approfondimento su clausole contrattuali, rimedi e strumenti di composizione delle controversie, con focus sulla tutela degli investimenti e sulla gestione del rischio legale.

Nel contenzioso commerciale, le clausole contrattuali di allocazione del rischio, i rimedi contrattuali e la gestione delle controversie assumono un ruolo centrale nella tutela degli investimenti e nella definizione delle strategie processuali delle imprese. La giurisprudenza recente offre spunti rilevanti sull’efficacia e sui limiti di tali strumenti, con particolare attenzione all’autonomia negoziale e alla protezione delle parti più deboli.

Le clausole di allocazione del rischio, quali clausole penali, hardship, price adjustment ed esclusione di responsabilità, sono ampiamente utilizzate per governare l’incertezza e prevenire contenziosi. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la validità delle clausole penali anche in caso di inadempimento non imputabile, qualificandole come clausole atipiche di assunzione del rischio, meritevoli di tutela ex art. 1322 c.c., purché non determinino un eccessivo squilibrio tra le parti (Cass. civ. n. 7447/2024; Cass. civ., Sez. un. n. 13533/2001; art. 1218 c.c.). Il giudice può ridurre la penale se manifestamente eccessiva rispetto all’interesse all’adempimento (art. 1384 c.c.).

Le clausole di hardship, diffuse nei contratti internazionali, favoriscono la rinegoziazione in caso di mutamenti sostanziali delle circostanze, contribuendo alla continuità dei rapporti commerciali e riducendo il rischio di contenziosi onerosi. La loro efficacia dipende dalla chiarezza nella definizione degli eventi rilevanti e dalla scelta consapevole della legge applicabile.

La giurisprudenza sottolinea inoltre l’importanza delle clausole generali di buona fede e correttezza, che integrano e, in taluni casi, correggono la volontà delle parti, specie in presenza di squilibri contrattuali o abuso di dipendenza economica (art. 91 d.l. n. 18/2020; l. n. 192/1998). Le Corti hanno progressivamente ampliato il controllo giudiziale sull’equilibrio contrattuale, con particolare attenzione alla tutela dell’imprenditore debole e del cliente vulnerabile (Cons. Stato, sez. VI, 7 gennaio 2026, n. 105; Tar Lazio – Roma, sez. I, 14 gennaio 2026, n. 689).

In tema di gestione delle controversie, la prassi valorizza strumenti di composizione e clausole ADR per contenere tempi e costi, preservare le relazioni commerciali e garantire una gestione efficace dei profili di rischio, anche in contesti cross-border.

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DIRITTO SOCIETARIO Approfondimento

Governance e responsabilità degli organi societari nelle operazioni straordinarie

Le operazioni straordinarie richiedono assetti di governance effettivi, proporzionati e tracciabili. In tali contesti, gli organi societari devono dimostrare che le decisioni sono state assunte sulla base di un’istruttoria adeguata, di informazioni complete e di valutazioni coerenti con l’interesse sociale e con la continuità aziendale.

Quadro normativo e funzione degli assetti adeguati

L’art. 2086, comma 2, c.c. impone l’adozione di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche ai fini della tempestiva rilevazione della crisi e della salvaguardia della continuità aziendale. In coordinamento con l’art. 2381 c.c., tali assetti devono assicurare una chiara distribuzione di funzioni, idonei flussi informativi, presìdi di controllo e strumenti di monitoraggio dei rischi. Nelle operazioni straordinarie, gli amministratori sono tenuti a verificare i presupposti economici, patrimoniali e finanziari dell’operazione, la sua sostenibilità e i possibili effetti su soci, creditori e continuità aziendale. La discrezionalità gestoria resta tutelata entro i limiti di una decisione informata e diligente; non copre, invece, scelte assunte in assenza di adeguata istruttoria, di informazioni sufficienti o in violazione di legge.

Doveri degli amministratori nelle operazioni straordinarie

Una governance efficace presuppone flussi informativi regolari, completi e tempestivi. Gli organi delegati devono riferire sulle operazioni di maggior rilievo; il consiglio di amministrazione esercita funzioni di indirizzo e valutazione; l’organo di controllo vigila sul rispetto della legge, dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza degli assetti.

Flussi informativi e presìdi di controllo

I flussi informativi devono consentire una valutazione effettiva delle operazioni di maggior rilievo e del generale andamento della gestione. Gli amministratori delegati sono tenuti a riferire su attività, rischi e prevedibile evoluzione dell’impresa; gli amministratori non esecutivi devono mantenere un ruolo attivo, richiedendo chiarimenti e verificando la correttezza del processo decisionale.

Aree di rischio nelle riorganizzazioni, acquisizioni e crescita

Le operazioni straordinarie presentano aree di rischio specifiche, tra cui conflitti di interesse, valutazioni economiche non coerenti, deficit informativi, leva finanziaria eccessiva, criticità di integrazione e impatti sulla continuità aziendale. L’adeguatezza degli assetti, la trasparenza della documentazione istruttoria e la tracciabilità delle decisioni costituiscono presìdi essenziali per contenere tali rischi e garantire la responsabilità dell’organo amministrativo.

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Contenuti indicizzati, approfondimenti periodici e aggiornamento continuo

Il presidio editoriale è concepito per garantire continuità e aggiornamento nel tempo, con contenuti indicizzati e strutturati sui temi di maggiore rilevanza per imprese, investitori e professionisti operanti in Italia e in contesti internazionali.

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DIRITTO SOCIETARIO Analisi

Governance e responsabilità degli organi societari nelle operazioni straordinarie

L’equilibrio tra poteri, controlli e doveri di diligenza assume un rilievo determinante nelle operazioni straordinarie: le scelte strategiche incidono sul valore dell’impresa, sui rapporti con gli stakeholder e sulla stabilità degli assetti organizzativi.

Il presidio della governance e la corretta allocazione delle responsabilità richiedono una disciplina interna coerente, decisioni tracciabili e un sistema di controlli adeguato al livello di rischio dell’operazione. La qualità del processo deliberativo è un parametro centrale per verificare la diligenza e l’osservanza dei doveri legali degli organi societari.

1. Assetti di governance e riparto di competenze

La definizione dei poteri tra assemblea, consiglio di amministrazione e organi delegati deve risultare coerente con la natura dell’operazione straordinaria, con particolare attenzione ai limiti delle deleghe e alle riserve di competenza previste dallo statuto e dalla legge.

2. Istruttoria decisionale e doveri di informazione

La deliberazione richiede un’istruttoria completa, fondata su analisi finanziarie, valutazioni giuridiche e pareri tecnici qualificati. La disponibilità di informazioni adeguate rappresenta condizione essenziale per l’esercizio del dovere di diligenza e per la tutela dell’interesse sociale.

3. Verbalizzazione e tracciabilità delle scelte

La corretta verbalizzazione delle decisioni e la conservazione della documentazione rilevante consentono di ricostruire il processo decisionale, dimostrando la razionalità delle scelte e la conformità ai presidi di compliance e controllo interno.

4. Gestione dei conflitti di interesse

La prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse richiedono procedure interne chiare, segregazione delle funzioni e meccanismi di disclosure. L’osservanza di tali presidi riduce l’esposizione a responsabilità personali e rafforza la legittimità dell’azione societaria.

5. Presidi di controllo e reporting

I flussi informativi verso gli organi di controllo e gli amministratori non esecutivi devono essere tempestivi, completi e proporzionati alla complessità dell’operazione, così da consentire un controllo effettivo e continuo dell’esecuzione.

6. Responsabilità degli amministratori e standard di diligenza

Le operazioni straordinarie impongono uno standard elevato di diligenza professionale. La valutazione della condotta degli amministratori si fonda sulla ragionevolezza delle scelte, sulla qualità delle informazioni disponibili e sulla corretta applicazione delle procedure deliberative.

7. Compliance organizzativa e tutela dell’interesse sociale

L’integrazione tra governance e compliance favorisce la coerenza strategica dell’operazione e la tutela dell’interesse sociale, prevenendo decisioni non allineate agli obiettivi societari e alle aspettative degli stakeholder.

Note normative essenziali

Rilevano, tra le altre, le disposizioni in materia di responsabilità degli amministratori, corretto esercizio delle deleghe, doveri di informazione e principi di buona amministrazione, in coerenza con le previsioni del codice civile e con le migliori prassi di governance.

Lo Studio rimane a disposizione per approfondimenti su ogni ulteriore aspetto specifico.